Prego in inglese: 20+ risposte a un ringraziamento
Risposta rapida
In inglese, il classico “You're welcome” (/jər ˈwɛlkəm/) è la risposta più formale a un ringraziamento. In modo informale: “No problem” (/noʊ ˈprɒbləm/), “No worries” (/noʊ ˈwʌriz/) o “Of course” (/əv kɔːrs/). “Anytime!” (/ˈɛnitaɪm/) indica che sei felice di aiutare di nuovo in qualsiasi momento. Nel britannico, “Not at all” (/nɒt ət ɔːl/) e “My pleasure” (/maɪ ˈplɛʒər/) sono opzioni eleganti.
La risposta breve
In inglese è sempre educato rispondere a un ringraziamento, il silenzio suona strano. In italiano non è raro che qualcuno annuisca, o non reagisca affatto a un ringraziamento. In inglese, soprattutto nell’americano, questo silenzio può sembrare scortese.
Secondo i dati Ethnologue 2024, l’inglese è la lingua madre o seconda lingua di circa 1,5 miliardi di persone, è lo strumento di comunicazione più diffuso del pianeta. Tra culture così diverse, anche le formule di cortesia cambiano: un britannico dice Not at all, un australiano No worries, un americano You're welcome, un addetto d’hotel My pleasure. Significano la stessa cosa, ma suonano naturali in situazioni diverse.
„La base della cortesia positiva è confermare il valore dell’altra persona. In inglese, una risposta verbale a un ringraziamento è una delle manifestazioni più semplici, ma anche più importanti.”
(David Crystal, The Cambridge Encyclopedia of the English Language, Cambridge University Press, 2019)
Questa guida presenta 20 espressioni chiave inglesi per dire “prego”, per categorie: formali, informali, sbrigative, britanniche e, naturalmente, risposte specifiche per situazione. Ogni voce include pronuncia IPA, una frase d’esempio reale e contesto culturale.
Panoramica rapida
“Prego” a diversi livelli di formalità
Queste espressioni sono il nucleo del “prego”. Secondo il rapporto globale 2023 del British Council sull’insegnamento dell’inglese, “You're welcome” e “My pleasure” sono le due risposte più insegnate, ma raramente si spiega la differenza. Vale la pena saper usare entrambe con sicurezza.
You're welcome
//jər ˈwɛlkəm//
Significato letterale: Sei il benvenuto (letteralmente)
“Thank you for your help today. — You're welcome, happy to assist.”
Grazie per il tuo aiuto oggi. — Prego, felice di aiutare.
In inglese è la risposta base a un ringraziamento. È sicura in ogni situazione, con ogni età e in ogni regione. È la formula classica con cui non sbagli mai.
L’etimologia di You're welcome sorprende: letteralmente significa “sei il benvenuto”, cioè l’altra persona era ben accetta nel ricevere il tuo aiuto. Secondo Merriam-Webster, dalla sfumatura di “benvenuto” è nata la formula di cortesia a partire dal XVII secolo. Oggi la senti in ufficio, al ristorante, in aeroporto e anche tra amici.
La pronuncia è più rapida nel parlato naturale: “jər ˈwɛlkəm”, non “you are welcome”. La versione completa “you are welcome” è più solenne. Risponde a un ringraziamento più marcato.
My pleasure
//maɪ ˈplɛʒər//
Significato letterale: È stato un piacere per me
“Thank you so much for arranging everything. — My pleasure, it was a wonderful evening.”
Grazie mille per aver organizzato tutto. — È stato un piacere, è stata una serata meravigliosa.
Elegante e un po’ più formale, perfetta in hotel, ristoranti e incontri di lavoro. Esprime che aiutare ha fatto piacere anche a te, non era solo un dovere. Suona naturale sia nel britannico sia nell’americano.
My pleasure aggiunge qualcosa che You're welcome non dice esplicitamente: l’aiuto non è stato un peso, ma un piacere. Questo lo rende più caldo ed elegante. Lo senti alla reception di un hotel, in un ristorante fine dining e in molti contesti di servizio di alto livello.
Nel libro International English (Routledge), Peter Trudgill e Jean Hannah notano che My pleasure è molto diffuso nel britannico in contesti professionali. È un modo per segnalare che hai aiutato con piacere, non solo per dovere.
Of course
//əv kɔːrs//
Significato letterale: Certo, naturalmente
“Thank you for waiting. — Of course, take your time!”
Grazie per aver aspettato. — Certo, prenditi il tuo tempo!
Caldo e rassicurante. Suggerisce che l’aiuto era ovvio, non c’era nemmeno da chiedere. Suona naturale in molti registri, ma fai attenzione all’intonazione: deve essere amichevole, non condiscendente.
Of course suggerisce che l’aiuto non era nulla di speciale, era naturale. Questa cornice ricorda la logica dello spagnolo con mucho gusto: non sminuisce il favore. Sottolinea che lo hai fatto volentieri.
⚠️ La trappola dell’intonazione di “Of course”
Con un’intonazione amichevole e crescente, “Of course” suona caldo e naturale. Se invece accentui troppo “of”, può suonare un po’ condiscendente, come se dicessi: “Ma certo!”. Se non sei sicuro, “Happy to help” è un’alternativa più affidabile.
Not at all
//nɒt ət ɔːl//
Significato letterale: Per niente (non è stato un peso)
“Thank you so much for your patience. — Not at all, I was happy to wait.”
Grazie mille per la tua pazienza. — Figurati, ho aspettato volentieri.
Formula tipicamente britannica. Elegante e contenuta, esprime che l’aiuto non è stato minimamente un peso. Nel britannico è una delle risposte educate più comuni, nell’americano è meno diffusa.
Not at all è una delle formule di cortesia più tipiche del britannico. Nel britannico, l’understatement, cioè la tendenza a minimizzare, è un tratto culturale radicato. Dicendo “per niente (non è stato un peso)”, comunichi che l’idea di averti disturbato è lontana dalla realtà. Nell’americano è più rara, ma la capiscono sempre.
Varianti informali e amichevoli
Vanno bene con amici, colleghi vicini e situazioni quotidiane. Le senti più spesso in film, serie e dialoghi inglesi naturali.
No problem
//noʊ ˈprɒbləm//
Significato letterale: Non è stato un problema
“Thanks for covering my shift! — No problem, anytime.”
Grazie per aver coperto il mio turno! — Nessun problema, quando vuoi.
Forse la risposta informale più comune nell’inglese americano. È rilassata e diretta. Le generazioni più anziane a volte la apprezzano meno, perché suggerisce che l’aiuto “non era poi un gran che”. Tra amici e colleghi è del tutto naturale.
No problem è la risposta informale più comune negli Stati Uniti a thank you, soprattutto tra i più giovani. Esprime che non c’è stata alcuna difficoltà, aiutare è stato facile. È uno stile libero e rilassato.
L’ambivalenza nasce qui: alcuni madrelingua, di solito più anziani o tradizionali, pensano che No problem suggerisca che aiutare altrimenti sarebbe stato un problema. Così riduce il valore del ringraziamento. È un punto discusso anche tra chi studia inglese. Sia Merriam-Webster sia Cambridge Dictionary registrano che l’espressione è comune e neutra nel registro informale.
No worries
//noʊ ˈwʌriz//
Significato letterale: Niente preoccupazioni
“Sorry to bother you — thanks! — No worries, I'm glad I could help.”
Scusa se ti disturbo, grazie! — Nessun problema, sono felice di aver potuto aiutare.
Si è diffusa globalmente dall’inglese australiano e neozelandese. Oggi suona naturale anche in America e in Gran Bretagna, soprattutto tra i più giovani. Ha un tono amichevole e ottimista.
No worries è diventata quasi obbligatoria nell’inglese australiano. Dagli anni 2000 si è diffusa anche a livello globale. Le generazioni più giovani in Inghilterra e negli Stati Uniti l’hanno adottata in massa. Se la senti, probabilmente la persona ha uno stile rilassato e diretto.
Da italofono, nota che alla fine di worries la sequenza “rries” nel parlato veloce suona quasi come “wʌriz”. L’intonazione scende e si allunga in modo rilassato.
Anytime!
//ˈɛnitaɪm//
Significato letterale: Quando vuoi (ti aiuto di nuovo)
“Thanks so much for helping me move! — Anytime, that's what friends are for!”
Grazie mille per avermi aiutato col trasloco! — Quando vuoi, gli amici servono a questo!
Amichevole e ottimista. Esprime che aiuterai volentieri anche la prossima volta, non era un favore unico. È una risposta informale tipica dell’americano, nel britannico è più rara.
La particolarità di Anytime! è che guarda avanti. Non riconosce solo il ringraziamento, fa anche una promessa: “volentieri anche la prossima volta”. Suona naturale tra amici, vicini e gruppi di lavoro affiatati.
Sure thing!
//ʃʊər θɪŋ//
Significato letterale: Cosa sicura / Certo
“Thanks for grabbing me a coffee. — Sure thing, no problem!”
Grazie per avermi preso un caffè. — Certo, nessun problema!
Risposta informale tipica dell’americano. Ha un tono leggero e allegro. Nel britannico è insolita, ma comprensibile. Ha un’atmosfera simile a 'Anytime', suggerisce che il favore era naturale.
Sure thing! è leggera e allegra, tipica dell’americano. Se qualcuno lo dice, soprattutto con tono vivace, comunica: “Certo, figurati!”. Evitala in contesti formali, ma nella vita quotidiana è perfetta.
Happy to help!
//ˈhæpi tə hɛlp//
Significato letterale: Felice di aver aiutato
“Thank you for explaining the process. — Happy to help, feel free to ask again!”
Grazie per aver spiegato il processo. — Felice di aiutare, chiedi pure di nuovo!
Amichevole e professionale insieme. Suona naturale nel customer service, al lavoro e anche tra amici. Esprime che l’aiuto è arrivato volentieri. È più sicura di 'No problem', anche con un pubblico più anziano.
Happy to help! è una delle scelte migliori “di mezzo”: non è formale come My pleasure, ma non è rilassata come No problem. La senti spesso da addetti all’assistenza, insegnanti e colleghi gentili.
Forme che minimizzano (sbrigative)
Queste espressioni non solo riconoscono il ringraziamento, ma lo ridimensionano e lo respingono, come a dire: “figurati, non ringraziare”. In inglese questa strategia è radicata: minimizzare l’aiuto è educato, perché segnala che non ti aspettavi una ricompensa.
Don't mention it
//doʊnt ˈmɛnʃən ɪt//
Significato letterale: Non parlarne nemmeno
“Thank you so much for driving me to the hospital. — Don't mention it, I'm glad I was there.”
Grazie mille per avermi portato in ospedale. — Non c’è di che, sono felice di esserci stato.
Contenuta e modesta. Chiede letteralmente all’altra persona di non tirare fuori il favore. Nel britannico è molto diffusa. È adatta quando l’aiuto è stato importante e non vuoi che la gratitudine pesi.
Don't mention it è una delle risposte più modeste. Chiede letteralmente all’altra persona di non riprendere l’argomento, come se il favore fosse stato così naturale da non meritare nemmeno di essere citato. Nel britannico è molto comune, ma la capiscono e la usano anche in America.
It was nothing
//ɪt wɒz ˈnʌθɪŋ//
Significato letterale: Non è stato niente
“Thank you for staying late to help. — It was nothing, I didn't mind at all.”
Grazie per essere rimasto fino a tardi per aiutare. — Non è stato niente, non mi è pesato per nulla.
Modesta e contenuta. Dice che il favore era così piccolo da non meritare ringraziamenti. Nel britannico suona più naturale che nell’americano. Su un favore serio può risultare molto sincera.
It was nothing e Don't mention it usano una strategia simile: ridimensionano l’aiuto. Nell’inglese britannico questa è una classica figura di minimizzazione tramite negazione. Nella ricerca Politeness, Penelope Brown e Stephen Levinson la descrivono come strategia di “faccia negativa”: libera l’altra persona dal peso del debito di gratitudine.
Think nothing of it
//θɪŋk ˈnʌθɪŋ əv ɪt//
Significato letterale: Non pensarci
“I can't thank you enough for everything. — Think nothing of it, it was the least I could do.”
Non so come ringraziarti per tutto. — Non pensarci, era il minimo che potessi fare.
Formula più datata, tipicamente britannica. Oggi si sente meno nel parlato spontaneo, ma appare spesso in libri e film. Se la conosci, la riconosci; se la usi, suoni molto madrelingua.
Think nothing of it è una formula britannica più datata, ma ancora viva, soprattutto in contesti più formali o letterari. La sentirai nei film britannici, soprattutto in materiali del XX secolo. Se qualcuno la usa oggi, spesso segnala uno stile tradizionale e curato.
Quando usare quale?
Una buona regola pratica: più sei in una posizione alta rispetto alla persona che ringrazia, più è adatta una risposta formale. Tra amici, No problem è perfetta. A un colloquio di lavoro, My pleasure è la scelta migliore.
| Situazione | Risposta consigliata | Perché |
|---|---|---|
| Favore quotidiano a un amico | No problem / Anytime | Rilassata, naturale |
| Un collega ringrazia per qualcosa | Happy to help / Of course | Amichevole, ma professionale |
| Un capo o un cliente ringrazia per il lavoro | My pleasure / You're welcome | Formale, professionale |
| Qualcuno ringrazia per qualcosa di molto serio | Don't mention it / It was nothing | Modesta, contenuta |
| Contesto britannico | Not at all / My pleasure | Stile britannico |
| Australiano, informale | No worries / Sure thing | Rilassata, norma locale |
| Qualcuno ringrazia e si scusa insieme | No worries! / It was nothing | Rassicurante e sbrigativa |
⚠️ La discussione su “No problem” con i più anziani
Alcuni madrelingua più anziani e tradizionali, soprattutto nel britannico, trovano No problem un po’ sgradevole. L’idea è questa: se dici “non è stato un problema”, suggerisci implicitamente che avrebbe potuto esserlo. You're welcome è sempre sicuro. Se non sai chi hai davanti, scegli la forma classica.
Britannico vs americano per dire “prego”
🌍 Due inglesi, due mondi
Nel britannico e nell’americano ci sono differenze reali nella cultura del “prego”. Nell’americano dominano You're welcome e No problem, soprattutto tra i più giovani. Nel britannico sono comuni Not at all, Don't mention it e My pleasure, e l’understatement, cioè la riservatezza, è un valore culturale di base. Nell’inglese australiano e neozelandese No worries è quasi obbligatorio, segnala una vera familiarità rilassata. Se guardi una serie britannica e senti “Not at all”, non sorprenderti: significa esattamente quanto “You're welcome” nell’americano. In International English, Trudgill e Hannah spiegano in dettaglio come queste formule regionali differiscano anche a livello di cortesia parlata.
Tabella di coppie ringraziamento-prego
Qui sotto vedi quale “prego” si abbina meglio a ciascuna forma di ringraziamento. Queste coppie ti aiutano a far suonare naturale la tua reazione.
| Qualcuno dice | Risposta formale | Risposta rilassata |
|---|---|---|
| Thank you | You're welcome | No problem |
| Thanks! | Of course | No worries |
| Thank you so much | My pleasure | Happy to help! |
| I really appreciate it | My pleasure / It was nothing | Anytime! |
| Cheers (britannico) | Not at all | No worries |
| Thank you for everything | Don't mention it | Glad I could help |
| I can't thank you enough | It was the least I could do | Think nothing of it |
Nota: più forte è il ringraziamento, più si adatta una risposta modesta e minimizzante (It was nothing, Think nothing of it), oppure una forma calda ma chiaramente ridimensionante (Don't mention it, It was the least I could do).
💡 Impara le coppie ascoltandole
Le coppie ringraziamento-prego diventano automatiche se non le impari da una lista, ma da dialoghi reali. In una buona scena di un film senti il ringraziamento, la risposta e i segnali non verbali insieme, questo fissa l’intera interazione.
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Domande frequenti
Come si dice “prego” in inglese?
Qual è la differenza tra “You're welcome” e “No problem”?
Quando si usa “My pleasure” in inglese?
Come si dice in inglese “non c’è di che”?
Qual è l’errore più comune con “You're welcome”?
Fonti e riferimenti
- Crystal, David (2019). L’Enciclopedia Cambridge della lingua inglese. Cambridge University Press.
- British Council (2023). Insegnamento della lingua inglese: rapporto globale di ricerca.
- Merriam-Webster Dictionary (2026). merriam-webster.com.
- Trudgill, Peter e Hannah, Jean (2008). Inglese internazionale. Routledge.
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